7 Settembre 2026     |

Una Fed divisa, non una domanda in calo, frena il bitcoin

Written by CoinShares

La divisione dentro la Fed

Venerdì Kevin Warsh ha messo l’inflazione davanti a un mercato del lavoro visibilmente più debole, e il mercato lo ha preso in parola: si è portato a prezzare una probabilità di circa due terzi di un rialzo dei tassi a settembre. Christopher Waller ha poi sostenuto la tesi opposta, indicando segnali incoraggianti di disinflazione nei dati recenti e dichiarando di essere favorevole a lasciare i tassi invariati a settembre se l’inflazione di agosto conferma la tendenza. I rendimenti si sono allentati e il bitcoin ha toccato brevemente 80,1k$, dopo aver iniziato la corsa nella parte bassa dell’area 60k$. Il rialzo prezzato dal mercato ci sembra troppo aggressivo, sia perché i dati sul lavoro si sono indeboliti sia perché il comitato è ormai apertamente diviso su quale metà del proprio mandato pesare.

Flussi usciti e rientrati subito

Circa 100 mln$ sono usciti dagli ETP su asset digitali nelle ore successive alle parole di Warsh. Da lunedì il denaro è rientrato, con 1 mld$ di afflussi, contro 2 mld$ della settimana precedente e 2,9 mld$ di quella prima, il dato più forte dell’anno. Per un consulente il punto utile è ciò che questo andata e ritorno non è. Non è una clientela che perde interesse per la classe di attivo, e nessuna delle due settimane riflette una visione mutata sul bitcoin in sé. Sono gli stessi allocatori che si riposizionano attorno a una singola decisione sui tassi, su un orizzonte di due settimane.

Il petrolio è il rischio al rialzo sull’inflazione

L’Iran resta la variabile capace di smontare l’argomento di Waller, per il suo effetto sul petrolio e quindi sulle attese di inflazione. Continuiamo ad attenderci una risoluzione di qualche tipo, favorita dalla pressione politica in vista delle elezioni di metà mandato, ma il rischio di coda non è trascurabile. La Cina sta razionando il consumo, cosa che ha tenuto a freno i prezzi. Se la domanda cinese si normalizza mentre l’offerta resta compromessa, un nuovo rialzo spinge l’inflazione e rafforza gli argomenti per una stretta. È il rischio al ribasso più immediato.

Il mercato obbligazionario è la storia più lenta e più grande

Dietro il rumore della settimana c’è una riprezzatura del rischio sovrano statunitense. Il rendimento decennale resta intorno al 4,7% e il mercato chiede un rendimento sensibilmente più alto per detenere debito americano, con un rapporto debito su PIL vicino al 122% e un volume di emissioni ancora da collocare. I tentativi di contenere la parte lunga non hanno funzionato, e forzare di più accorcia la scadenza media del debito, rendendo la posizione fiscale più sensibile alla Fed, non meno. È il meccanismo dietro il ritrovato passo comune fra bitcoin e oro: entrambi beneficiano quando gli investitori cercano attivi che nessuno Stato emette.

Cosa devono osservare i consulenti

Due date concentrano l’informazione. L’inflazione di agosto verifica la tesi di disinflazione di Waller, la riunione di settembre mostrerà quale metà del mandato prevale. Fino ad allora l’intervallo tiene, il che consiglia un dimensionamento calibrato su una fascia e non su una rottura al rialzo. Un segnale va in direzione opposta: le azioni blockchain hanno raccolto circa 27 mln$ questa settimana e oltre 100 mln$ nel mese, con una performance settoriale solida. Contro il rallentamento dei flussi crypto diretti, sembra una rotazione interna al tema, verso i ricavi da infrastruttura e tokenizzazione che non dipendono dal prezzo del bitcoin in questo trimestre.

Written by CoinShares

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