Il recupero del bitcoin degli ultimi giorni dipende più dal mercato dei tassi che da quanto avviene nel comparto crypto. Dal 29 luglio gli investitori hanno ridotto in misura sensibile la probabilità attribuita a ulteriori rialzi dei tassi quest’anno, a beneficio degli attivi a lunga duration.
Due elementi hanno guidato questo riprezzamento. I dati macroeconomici statunitensi sono risultati un po’ più deboli ed è cresciuta la speranza che il conflitto con l’Iran si avvicini a una soluzione. Il petrolio collega i due aspetti. Un allentamento delle tensioni geopolitiche riduce la pressione sui prezzi dell’energia e sulle attese di inflazione, e quindi la necessità di ulteriore stretta monetaria. Una nuova escalation inverte rapidamente questo sostegno. Il bitcoin reagisce alle implicazioni del conflitto per inflazione e tassi, non ai titoli geopolitici in sé.
Il mercato del lavoro indica la stessa direzione. I dati JOLTS hanno segnalato una domanda di lavoro più debole e l’aumento delle assunzioni atteso attorno ai Mondiali non si è materializzato nella misura prevista. Il quadro occupazionale appare meno solido, il che spiega la riduzione delle attese di rialzo. I dati sull’occupazione di venerdì sono il prossimo test.
Per i consulenti il segnale più utile riguarda la struttura del mercato. Le whale del bitcoin hanno venduto circa 40 Mld$ da ottobre 2025, diventando una delle principali fonti di pressione dal lato dell’offerta nel ciclo in corso. La tendenza si è invertita. Tre settimane consecutive di accumulo moderato indicano la fine della fase distributiva, in linea con lo schema osservato in punti analoghi dei cicli quadriennali precedenti.
I flussi confermano il cambio di sentiment. I prodotti di investimento in attivi digitali hanno raccolto 1,05 Mld$ dall’inizio della settimana, quinta settimana positiva consecutiva. Prima vi sono state otto settimane con deflussi record per 8 Mld$. L’inversione non è ancora decisiva, ma somiglia sempre più a una capitolazione seguita da un avvio di riaccumulo piuttosto che all’inizio di un declino strutturale prolungato.
I minimi di ciclo sono quindi probabilmente alle spalle, senza che ciò implichi un immediato ritorno a rialzi consistenti. Il bitcoin con maggiore probabilità resta in un intervallo nei prossimi due o tre mesi, con spazio verso 80.000 $ ma difficoltà a mantenersi oltre. Un avanzamento più durevole verso 100.000 $ richiede un deterioramento più chiaro dei dati occupazionali e una riduzione più marcata delle attese sui tassi. Al momento nessuna delle due appare imminente. Il conflitto iraniano resta molto incerto e la Fed mostra poca propensione a segnalare un orientamento accomodante. Il simposio di Jackson Hole, più avanti questo mese, offrirà un’indicazione più chiara sulla politica monetaria, senza un messaggio particolarmente accomodante atteso.
Il fronte regolamentare si è parallelamente indebolito. Polymarket assegna ora solo il 14% di probabilità che il CLARITY Act diventi legge quest’anno1. Il Senato non voterà prima della pausa estiva2 e, al rientro dei parlamentari, l’attenzione si sposterà rapidamente sulle elezioni di metà mandato.
Un rinvio pesa soprattutto su Ethereum, sui progetti legati alle stablecoin e sul mercato dei token in senso ampio, per i quali la chiarezza normativa conta più che per il bitcoin. Si tratta di un problema di tempistica più che di un’inversione della politica statunitense sulle crypto. Il sostegno a una legislazione sulla struttura di mercato è diventato sempre più bipartisan, anche perché gli emittenti di stablecoin rappresentano una domanda crescente di Treasury statunitensi. Il principale disaccordo politico riguarda l’etica, in particolare se i rappresentanti eletti possano lanciare e trarre profitto da proprie criptovalute. Quel dibattito è distinto dalla questione più ampia di un’infrastruttura credibile per gli attivi digitali. Anche se CLARITY slitta al prossimo anno, la direzione regolamentare di fondo resta costruttiva.
Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. Capitale a rischio.
Fonti
1 Polymarket, al 06 Aug 2026
2 Coindesk, 07 Aug 2026
