26 Giugno 2026     |

Bitcoin difende quota 58.000 USD tra risk-off e tassi

Written by CoinShares

Il bitcoin è sceso brevemente a 58.000 USD questa settimana prima di recuperare con decisione. Il movimento indica una resistenza significativa a quota 60.000 USD, ma la forza del rimbalzo segnala anche un genuino interesse all’acquisto sui ribassi.

Due forze macroeconomiche dominano il quadro di breve termine. La prima è una rotazione risk-off guidata dall’azionario. L’indice Morningstar AI è sceso del 6,1% negli ultimi due giorni, trascinando al ribasso il sentiment tecnologico e spingendo gli investitori verso i beni rifugio, in particolare il dollaro. I movimenti tra le asset class presentano una classica impronta risk-off, con dollaro australiano, neozelandese e canadese in calo mentre lo yen ha tenuto. La seconda forza sono i tassi. Il core PCE è risultato in linea con le attese al 3,4% a maggio, ma i dati sui consumi sono stati superiori alle attese, un ulteriore motivo per la Fed di mantenere un orientamento restrittivo. Le attese sui tassi si sono già spostate dopo la prima riunione di Kevin Warsh alla presidenza, e questo contesto di tassi elevati più a lungo continua a pesare.

La fragilità di singoli soggetti accresce la cautela. Lo STRC, componente di rendimento di Strategy, è sceso a 75 dalla pari di 100, e il SATA a 88. La posizione di Strategy in bitcoin, pari a circa il 4% dell’offerta totale, non è un rischio sistemico, ma pesa sul sentiment. Gli emittenti globali di ETP su asset digitali hanno registrato 1,4 Mld USD di deflussi netti dall’inizio della settimana. Ethereum affronta correnti contrarie proprie. La Ethereum Foundation ha tagliato 54 posti, circa il 20% del personale, nell’ambito di una riorganizzazione in cinque cluster. L’emergere di Ethlabs come nuovo centro di potere nello sviluppo riduce il monopolio della Foundation su finanziamenti e talenti, cosa probabilmente positiva se aggiunge capacità esecutiva, pur sollevando questioni di governance.

Un segnale è più costruttivo. Le vendite dei grandi detentori, principale innesco del selloff di ottobre, sono nettamente rallentate. Basandosi sul ciclo quadriennale del bitcoin, CoinShares stimava che le vendite si sarebbero attenuate 6-9 mesi dopo il loro inizio, e ciò si sta verificando in larga misura. L’avvertenza è che questa categoria storicamente non torna ad acquistare fino al prossimo halving, atteso solo nel 2028.

Le condizioni dovrebbero restare contenute nel breve termine, con l’inflazione come variabile chiave. L’aumento dei prezzi del petrolio legato alla situazione iraniana dovrebbe mantenere l’inflazione elevata per almeno i prossimi mesi, sostenendo l’orientamento restrittivo della Fed. Una vera inversione del sentiment richiederebbe probabilmente un deterioramento marcato dei dati sull’occupazione, di cui non vi è ancora alcun segnale.

L’altro fattore di incertezza è il CLARITY Act, approvato dalla Camera nel luglio 2025 e passato in commissione bancaria del Senato il 14 maggio 2026 con un voto bipartisan di 15 a 9. Restano un voto in aula al Senato e la riconciliazione con la versione della Camera, il che indica una finestra non prima di agosto.

Per i consulenti il messaggio è di pazienza. Il contesto macro resta impegnativo, ma il rallentamento dell’attività dei grandi detentori e la costante accumulazione sui ribassi suggeriscono che il mercato stia trovando un pavimento anziché cedere.

Written by CoinShares

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