14 Luglio 2026     |

Perché il bitcoin non ha quasi reagito alla vendita di Strategy

Written by CoinShares

Il modo in cui il mercato reagisce alle notizie su Strategy (MSTR) è cambiato, e i consulenti dovrebbero tenerlo presente. Quando l’azienda vendette appena 32 BTC a inizio giugno, MSTR scese del 6% e il bitcoin del 2%, in un movimento che portò i prezzi verso 71.500 dollari. Una vendita molto più consistente di 3.588 BTC a inizio luglio, per un valore di circa 216 milioni di dollari, non ha invece provocato quasi nessuna reazione, con il bitcoin che nei giorni successivi è risalito verso 63.800 dollari.1 Questo scarto conta: le disponibilità di Strategy restano pari a circa il 4% dell’offerta totale di bitcoin,2 ma il mercato ha chiaramente incorporato l’idea che l’azienda alleggerisca la propria posizione di tanto in tanto.

È l’unica buona notizia in un quadro altrimenti denso di venti contrari. Il primo fronte è la Fed. Le minute della riunione FOMC del 16-17 giugno mostrano un comitato che ha mantenuto il tasso di riferimento all’unanimità tra il 3,50% e il 3,75%, eliminando, cosa più rilevante, ogni riferimento a un possibile allentamento.3 L’inflazione core (PCE) si attesta al 3,3% in aprile, con una stima del 3,4% per maggio, e sebbene il tasso di disoccupazione sia sceso leggermente al 4,2% in giugno dal 4,3% di maggio,4 ciò non ha cambiato il tono del comitato. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, non ha fornito indicazioni pubbliche sulla propria posizione, lasciando le minute come unico punto di riferimento affidabile: un rialzo dei tassi a settembre resta un’ipotesi concreta.

A questo si aggiunge la geopolitica. La tregua in Iran appare sempre più provvisoria, e questa sola incertezza è bastata a frenare i tentativi di recupero del bitcoin negli ultimi giorni. In questo contesto, il bitcoin si comporta molto più come un asset legato ai tassi e alla liquidità che come una copertura geopolitica.

Anche i dati sui flussi raccontano una storia prudente. Gli ETP bitcoin spot hanno accumulato circa 8 miliardi di dollari di uscite in otto settimane consecutive, la serie più lunga da quando questi strumenti sono stati lanciati.5 Segnalazioni non confermate indicano un ritorno di afflussi nelle ultime tre sedute;6 un elemento da monitorare più che un’inversione già confermata.

Anche sul fronte regolatorio la situazione non aiuta. Il CLARITY Act resta bloccato prima di un voto in aula, intrappolato tra un’esenzione contestata per gli sviluppatori, disposizioni etiche legate alle disponibilità crypto dell’amministrazione e norme sui rendimenti delle stablecoin in conflitto con il GENIUS Act. I mercati predittivi hanno abbassato la probabilità di approvazione nel 2026 a circa il 48%, dal 74% di un mese fa, e il Senato tornerà solo il 13 luglio, con poco tempo prima della pausa estiva.7

Per i consulenti, il messaggio è che il bitcoin sta assorbendo più shock distinti contemporaneamente, la politica della Fed, la geopolitica e una legge bloccata, mostrando però una sensibilità visibilmente minore rispetto alla storia che in passato lo muoveva di più. Il dimensionamento delle posizioni dovrebbe riflettere questa fragilità piuttosto che una convinzione netta in un senso o nell’altro.

Fonti

1 CoinDesk / KuCoin, giugno 2026; The Block / FXStreet, luglio 2026

2 Bitcoin Magazine / BitcoinTreasuries.net, luglio 2026

3 Federal Reserve, FOMC statement, 17 giugno 2026

4 CNBC / BLS, dati su inflazione e lavoro USA, maggio-giugno 2026

5 Bitcoin Foundation News, luglio 2026

6 Cryptonomist, 8 luglio 2026 (non confermato)

7 crypto.news / Bloomingbit, luglio 2026

Written by CoinShares

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