L’adozione istituzionale degli asset digitali non è stata una rivoluzione improvvisa. È il risultato di oltre un decennio di pratiche regolamentari, riforme contabili e sviluppo dell’infrastruttura di mercato.
Il percorso è iniziato nel 2013, quando i gemelli Winklevoss presentarono la prima richiesta per un ETF Bitcoin spot negli Stati Uniti. La proposta fu respinta. Così come le venti successive. Le preoccupazioni relative alla custodia, alla manipolazione dei prezzi e alla sorveglianza del mercato hanno impedito l’approvazione per oltre un decennio. L’Europa si è mossa per prima, con il lancio da parte di CoinShares del primo ETP su Bitcoin nel 2015. Lo stallo negli Stati Uniti si è concluso nel gennaio 2024, quando la SEC ha approvato undici ETF Bitcoin spot. Per la prima volta, Bitcoin poteva essere negoziato tramite conti di intermediazione completamente regolamentati.
Ma l’approvazione ha risolto solo il problema dell’accesso. Il cambiamento più profondo riguardava la contabilità.
Un quadro normativo in evoluzione
Fino al 2025, secondo gli US GAAP, Bitcoin era classificato come attività immateriale a vita indefinita. Le aziende dovevano registrare le perdite ma non potevano rivalutare i guadagni — un’asimmetria che rendeva le partecipazioni in Bitcoin problematiche per i bilanci aziendali. La situazione è cambiata con l’ASU 2023-08 del Financial Accounting Standards Board, che ha imposto la valutazione al fair value per gli asset crypto idonei. Guadagni e perdite sono ora riconosciuti trimestralmente, come per i titoli tradizionali.
Questa riforma contabile è stata rivoluzionaria. Ha rimosso uno degli ultimi grandi ostacoli per le tesorerie istituzionali, consentendo di detenere, valutare e verificare Bitcoin secondo standard familiari. Insieme a soluzioni di custodia assicurata e benchmark di prezzo regolamentati, questi cambiamenti hanno completato l’infrastruttura necessaria per una partecipazione su scala istituzionale.
La domanda che le istituzioni si pongono oggi non è più come acquistare Bitcoin, ma quanto detenerlo.
Gli asset digitali sono adottati sia on-chain, sia off-chain
Hedge fund, consulenti finanziari e fondi sovrani compaiono oggi nei filing SEC 13-F. Le principali piattaforme di wealth management — Morgan Stanley, Merrill Lynch, Wells Fargo — offrono accesso agli ETP su Bitcoin a clienti selezionati. Le restrizioni variano, ma la direzione è chiara: l’accesso si sta ampliando.
Soprattutto, l’adozione istituzionale si sposta dall’esposizione passiva verso una finanza programmabile. Banche e gestori patrimoniali stanno iniziando a costruire su reti blockchain — Ethereum, Solana, Avalanche — utilizzandole come layer di regolamento per asset tokenizzati. Il progetto pilota di repo tokenizzati di J.P. Morgan ha dimostrato il regolamento in tempo reale per processi che tradizionalmente richiedono due giorni. Stablecoin come USDC funzionano ormai come infrastrutture di pagamento istituzionali, consentendo trasferimenti 24/7 senza ritardi bancari.
Questo è il cambiamento che i consulenti devono comprendere: le istituzioni non stanno solo acquistando Bitcoin, ma costruendo sull’infrastruttura che Bitcoin ha catalizzato.
Verso un’infrastruttura finanziaria programmabile
Il quadro normativo si è evoluto di conseguenza. Il FIT21 Act ha suddiviso la supervisione degli asset digitali tra SEC e CFTC, definendoli come una classe regolamentata distinta. Il regolamento MiCA in Europa ha stabilito quadri di conformità a livello UE. Per la prima volta, standard di valutazione, accesso al mercato e struttura legale sono allineati sotto regole unificate.
Sta emergendo uno stack istituzionale basato su tre livelli: accesso regolamentato tramite ETP e custodi qualificati; infrastruttura tokenizzata che consente emissione e regolamento on-chain; e liquidità conforme, in cui collaterale e rendimento operano entro parametri normativi.
Per i consulenti, l’implicazione pratica è chiara. Quando i clienti chiedono se gli investitori istituzionali detengono asset digitali, la risposta si trova nei filing regolamentari. Ma il cambiamento più profondo è strutturale. Le istituzioni che si muovono per prime contribuiranno a definire gli standard su come valore, collaterale e regolamento circoleranno nei mercati. Quelle che attendono rischiano di operare in un contesto in cui la finanza stessa — non solo il denaro — è diventata programmabile.
