31 Luglio 2026     |

Cos’è davvero il mining di Bitcoin, e perché consuma energia di proposito

Written by CoinShares

La maggior parte delle spiegazioni sul mining di Bitcoin si limita a dire che i miner «risolvono puzzle matematici complessi». La frase è vera ma e di per sé inutile: non dice nulla su cosa sia il puzzle, perché esista, o perché risolverlo valga miliardi in elettricità ogni anno. È meglio osservare come funziona un singolo pagamento, per poi chiedersi a cosa serva davvero tutta quell’energia.

Il problema che il mining risolve

Bitcoin non ha né banca né autorità centrale. Chi decide dunque quali transazioni sono valide, e in quale ordine? Senza un ordine condiviso, la stessa moneta potrebbe essere spesa due volte e il sistema precipiterebbe nel conflitto. La strategia di Bitcoin è far sì che tutti competano per vincere il diritto di scrivere la pagina successiva del registro, rendendo questa vincita costosa. Il costo è proprio la chiave.

Dal pagamento al blocco

Quando si inviano bitcoin, il pagamento viene prima trasmesso a migliaia di computer indipendenti, chiamati nodi, che verificano che le monete esistano, che appartengano a chi le sta inviando e che non siano già state spese. Viene poi messo in attesa in una coda globale, la mempool, insieme a tutte le altre transazioni in sospeso. I miner svuotano questa coda: ogni circa dieci minuti, raccolgono i pagamenti in attesa in un pacchetto chiamato blocco, e competono per farlo accettare come pagina successiva del registro.

Il puzzle è un indovinello

Ogni blocco deve avere un’impronta digitale, prodotta facendo passare i dati del mittente attraverso una funzione unidirezionale chiamata hash. Se si cambia l’input anche di un solo carattere, l’output cambia completamente e in modo imprevedibile. La regola della rete è che un blocco è valido solo se la sua impronta inizia con un certo numero di zeri, e l’unico modo per trovarne una è continuare ad aggiustare un piccolo numero all’interno del blocco, il nonce, e ricalcolare l’hash. Indovina, verifica, indovina, verifica, miliardi di volte al secondo. Il mining non è matematica sofisticata; è una lotteria in cui più elettricità compra più biglietti. Oggi la rete effettua quasi uno zettahash di tentativi al secondo, ovvero la cifra uno seguita da 21 zeri.1

Perché ci vogliono sempre dieci minuti

Le macchine continuano a migliorare, eppure i blocchi arrivano ancora circa ogni dieci minuti. Ogni singolo blocco è una lotteria, e può arrivare in pochi secondi come in quasi un’ora; dieci minuti sono solo la media. A mantenere stabile questa media, mentre le macchine migliorano, è la ricalibrazione della difficoltà ogni 2.016 blocchi: se i blocchi si trovano troppo in fretta, la soglia sale; se troppo lentamente, scende. Un orologio autocorrettivo, senza comitato né gestore, perché la rete ricalibra la difficoltà richiesta ogni due settimane. Più concorrenza alza la soglia; meno concorrenza la abbassa.

La ricompensa

Il miner vincitore riceve bitcoin di nuova creazione, attualmente 3,125 BTC per blocco, con un dimezzamento (l’halving) circa ogni quattro anni, oltre alle commissioni legate ai pagamenti inclusi.² Questa ricompensa è l’unico modo in cui nuovi bitcoin entrano in circolazione, e costituisce un business reale: a livello di rete, il mining genera oggi circa 29 milioni di $ di ricavi al giorno.3

L’energia è la sicurezza

L’elettricità viene dunque sprecata in un semplice sistema di indovinelli? La risposta onesta è che quel costo svolge una funzione precisa. Per riscrivere la storia di Bitcoin, un hacker dovrebbe rifare tutti quei calcoli più velocemente del resto della rete messo insieme, e la bolletta elettrica rende l’attacco economicamente controproducente. L’energia non è un effetto collaterale della sicurezza: è la sicurezza stessa. Il mining converte l’elettricità in garanzia, di modo che nessuna singola parte debba essere considerata del tutto affidabile.

Resta aperta una domanda: a chi appartengono tutte queste macchine? La risposta è un settore industriale a tutti gli effetti, con società quotate, contratti energetici e utili trimestrali, che assomiglia sempre più a un’infrastruttura critica.

Sources

1 Hashrate Index / dati di rete CoinWarz, luglio 2026: hashrate della rete Bitcoin vicino a 960 EH/s, dopo aver superato per la prima volta 1 ZH/s nel dicembre 2025. Da aggiornare alla pubblicazione.

2 Protocollo Bitcoin: sussidio di blocco di 3,125 BTC dall’halving di aprile 2024.

3 Token Terminal, 12 luglio 2026: ricavi totali giornalieri dei miner pari a circa 28,9 milioni di $ (sussidio di blocco più commissioni di transazione).

Written by CoinShares

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